Il libro: Una tragedia italiana – 1943. L’affondamento della corazzata Roma

Con i suoi maestosi interni d’acciaio, la corazzata Roma è l’unità più temuta del Mediterraneo. Poco prima dell’alba del 9 settembre 1943, insieme a una formazione navale imponente, lascia il porto di La Spezia. A bordo ci sono oltre duemila uomini.
L’armistizio impone il trasferimento delle navi italiane in porti controllati dagli Alleati. Per le Forze navali da battaglia, la guerra non è quindi finita.
Mentre la flotta procede in mare aperto, improvvisamente in cielo viene avvistato uno stormo di Dornier. Qualcuno urla: «Sono tedeschi!» È allarme aereo. Una prima bomba cade in mare. Pochi minuti dopo la Roma viene però colpita in pieno e comincia a sbandare. Una seconda bomba la ferisce a morte. Si sente un boato prolungato e in pochi secondi è l’inferno. Dal ponte torce umane si buttano in acqua prima che la nave si capovolga e le trascini con sé. Tra le 1393 vittime di quel drammatico pomeriggio di settembre c’è anche l’ammiraglio Carlo Bergamini, amatissimo dai suoi uomini, l’ufficiale più elevato in grado di tutte le forze armate caduto in combattimento.
Ma la storia della Roma non finisce con il suo affondamento. I naufraghi vengono trasportati alle Baleari. Qui le navi saranno internate e i superstiti trasformati in merce di scambio. La loro vita resterà a lungo come sospesa, in difficile equilibrio tra gli opposti interessi di un’Italia spaccata in due, la Spagna e gli anglo-americani. Eppure, incredibilmente, gli uomini della Roma ricominceranno a vivere, forti di un’amicizia inossidabile, quella che nasce tra chi sa di essere un sopravvissuto. Tra loro Italo Pizzo, autore di un diario che il nipote Andrea Amici ha integrato con rare testimonianze regalandoci un racconto in presa diretta di quel che accadde realmente a bordo, della vita da esuli tra amori e aneddoti intriganti, fino al ritorno a casa, in Liguria, dopo quasi due anni.
La corazzata Roma, immenso sacrario in fondo al mare, è stata ritrovata dall’ Ingegner Guido Gay nel giugno 2012, a oltre 1200 metri di profondità.

https://www.facebook.com/unatragediaitaliana

 
 
INDICE DEI CONTENUTI
 
  • Premessa
  • Estate del 1943
  • Sanremo
  • Partenza
  • Marina di Carrara
  • In treno per La Spezia
  • La corazzata Roma
  • Locale 261
  • Nel ventre della nave
  • Un incontro inaspettato
  • Assemblea fuochisti
  • Motrice avanti adagio
  • Vita a bordo
  • Un pomeriggio di settembre
  • L’armistizio
  • Ai posti di manovra
  • Dornier
  • Nella torre 3
  • Sul cacciatorpediniere Mitragliere
  • Isola di Minorca
  • Isla del Rey
  • Cosa accadde agli altri
  • Port Mahón
  • Nel frattempo, a casa
  • Mahón, addio
  • Caldes de Malavella
  • Padre Domingo
  • Malagueña
  • Taranto
  • Il ritorno
  • Un sogno del passato
  • Nota dell’autore
  • Scheda tecnica della corazzata Roma
  • Glossario
  • Bibliografia
  • Ringraziamenti
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51 risposte a Il libro: Una tragedia italiana – 1943. L’affondamento della corazzata Roma

  1. Gianfranco Pizzo ha detto:

    E’ praticamente la storia di mio padre
    Raccontata in maniera perfetta da mio nipote Amici Andrea.

  2. Maria Molinari ha detto:

    Questo libro non fa parte della mia libreria perchè sosta da sempre sul mio comodino,facilitando la lettura ripetitiva di quella tragedia.

  3. Anonimo ha detto:

    Acquistato e letto in due giorni: libro straordinario!!!! Ai primi posti della mia classifica dei libri dedicati alla Seconda G. M. E non solo!

  4. Diego Mozzo ha detto:

    L’amico e collega Andrea ha scritto questo libro e leggerlo è stata una vera scoperta, secondo me ha saputo coniugare due temi spesso in conflitto fra loro: gli aspetti tecnici e quelli umani.

    La dovizia di particolari frutto di una analisi molto dettagliata riesce a far comprendere a fondo caratteristiche e dinamiche degli eventi e degli elementi che ne sono protagonisti, tanto che leggendo cresce la curiosità di visualizzare quegli ambienti o le facce dei protagonisti: potrete farlo attraverso il libro oppure il suo blog o la pagina facebook.
    Mentre sarete impegnati a capire i misteri e i segreti della Corazzata Roma comincerà a dipanarsi la matassa umana fino a diventare l’assoluta protagonista nella seconda parte.
    Tutte le retoriche militari, gli eroismi e le esaltazioni emotive che di solito si costruiscono attorno a questo tipi di eventi sono annientate, persino ridicolizzate, dalla forza della semplice umanità che si emana dai giovani protagonisti e non solo, non ci sono eroi ci sono uomini persino ignari della storia ma parte di essa, c’è la volontà di vivere più forte e contro la guerra. A loro non importa nulla della guerra perché quello che conta è la vita e la solidarietà che si sviluppa fra questi nuovi amici incontrati in circostanze durissime.
    Infine mi sento orgoglioso di essere stato partecipe a questa ristampa con un mio minuscolo contributo che mi ha dato modo di conoscere un’aspetto di Andrea che non conoscevo, il ricercatore minuzioso che cura maniacalmente i particolari di tutta questa vicenda.

  5. Davide Verri ha detto:

    Ho letto il libro tutto d’un fiato, quasi fosse un “thriller” di cui si vuole conoscere presto il finale: peccato che il triste finale lo conoscessimo già. Questo per dire che si legge bene, che scorre, che non è mai pesante, anzi. Lo storico narra la vicenda con leggerezza senza omettere, come è giusto, tanti particolari tecnici, tanti nomi specifici che mi sono andato a vedere sull’interessante glossario alla fin del volume. Mi è piaciuto tanto, e mi ha anche commosso. Proprio “una tragedia tutta italiana” come tante ne sono avvenute in passato, quasi senza senso. Ma il senso ce l’ha, l’insegnamento pure. Grazie Andrea, ci ha regalato un bel libro. Mi chiedo se lei fosse disponibile a presentarlo, magari in qualche Scuola per portare questa bella testimonianza. Ancora grazie.
    Davide Verri, Bondeno FE

  6. erberto accinni ha detto:

    caro Andrea,
    Non pochi passaggi mi hanno commosso. Lo stile narrativo da lei adottato è semplice, e per questo efficacissimo.
    Ho fatto un po’ fatica a muovermi nella Roma, ma per inesperienza mia di navi da guerra. Mi è parso tutto ben raccontato e di grande coinvolgimento, non soltanto emotivo. Mio padre usava una espressione molto azzeccata ricordando quei momenti: “la pentola bolliva”.
    Dalla plancia del Regolo vide tutto con sgomento, lo stesso sentimento provato da molti. Dopo non ci fu più tempo per guardare: bisognava soccorrere, aiutare, salvare, tentare un gesto d’amore dopo tanto orrore.
    Nelle pagine ho seguito la vicenda di un ragazzo diventato uomo molto in fretta a causa dei momenti drammatici vissuti. Ho letto in più punti frasi come: “si dice”, “si mormora”, “nessuno sa spiegare perché”. Domande fatte ad anziani o superiori che si stringono nelle spalle, perché non sanno nulla nemmeno loro.
    Credo che sia questo uno degli aspetti da rimarcare di tutta la vicenda: non sapere; sentire la propria vita buttata in un calderone senza il conforto di una spiegazione. Costatare che qualcuno agisce per te, al tuo posto e spesso usandoti.
    E poi una sola consolazione: l’amicizia, ma anche il dolore di non sapere cosa sia capitato a quegli affetti in quei concitati momenti; una sofferenza tenuta nel cuore per giorni.
    Altre due cose aleggiano su tutto: il senso del dovere e il rispetto sempre e comunque verso il superiore.
    Non ultimo è il sentire del marinaio/ragazzo: non soltanto un pensiero stretto nel congratularsi per esser scampato, ma di attenzione per quello che accade e vede attorno, impotente al susseguirsi dei momenti di una tragedia enorme che lo ha costretto a diventare adulto; uno sguardo attento e partecipe, di dolore e di molta pietà.
    È uno scritto da leggere con i sensi, per non perdere le tante sfumature che sono nell’anima di chi racconta, sul filo della memoria.
    Complimenti a lei che è riuscito a raccontare le memorie del nonno mantenendole pacatamente vive.
    erberto

  7. mapi ha detto:

    Quando ho cominciato a leggere questo libro pensavo di impiegarci molto piú tempo sia per la tristezza dell’argomento sia per la mancanza di conoscenza dei termini tecnici usati per la descrizione della corazzata Roma. E invece il mio interesse è cresciuto capitolo dopo capitolo…mi ha emozionato e a volte mi ha commosso a tal punto da doverlo abbandonare per qualche istante per poi riprenderlo e continuare a leggerlo…..Avendo avuto un papà che ha vissuto e combattuto “questa guerra” credo sia comprensibile……
    Credo che questo libro, oltre a essere una testimonianza di ciò realmente avvenne in quegli anni, sia un inno alla vera Amicizia quella che se hai la fortuna di conoscere farà parte di te per tutta la vita…
    Bravo Andrea!

  8. sarahjanewebb2013 ha detto:

    Based on the memoirs of sailor Italo Pizzo, grandfather of author Andrea Amici, this is a fascinating book and a true story. As well as providing a wealth of meticulously researched factual information, the book has the compelling narrative flow of a well-written novel. Amici provides a detailed description of the futuristic technology characterising the Italian Royal Navy’s flagship “Roma”, of military life on board, and of the dramatic sinking of the ship by a German air attack on 9 September 1943. The story goes on to describe the friendships, trials and tribulations of the surviving sailors, their time as prisoners on a Balearic island…
    A must-read.

  9. mario ha detto:

    All’autore Andrea Amici

    Leggendo il racconto così drammatico,per la nostra storia recente,non può che venire in mente il sommo sacrificio dei givani mandati allo sbaraglio per l’inefficenza di chi a quell’epoca comandava. Il racconto scorre velocemente mentre lo si legge,venendo trascinati dall’evolversi degli avvenimenti,descritti con abile maestria e ricchi di particolari,che dimostrano quanto sia preparato l’Autore e quanto ne sia coinvolto.

    E’ un libro che consiglio a tutti, perché parla di una grandissima tragedia che ci riguarda,ma che secondo me non viene mai ricordata e non se ne parla per ovvii motivi.

    Il mio giudizio non vuole essre un sermone, ma vedendo quanto avviene anche ai giorni nostri,nei personaggi che ci governano mi viene solo un gran ribrezzo.

    Ricordo che il mio paese,la mia patria ha avuto ed ha tutt’ora grandissima tradizione marinara che ne ha fatto storia mondiale.,Personaggi come l’Amm.glio LUIGI DURAND DE LA PENNE Medaglia d’0ro al valor militare ed altri ed altri ancora, che non sto ad elencare,hanno fatto grande lItalia per tutti i mari del mondo con le loro imprese eroiche. Anche il sottoscritto nel suo piccolo ha cercato di rendere onore al mio paese lavorando con onore ed onestà per i mari con le navi mercantili e con la Marina Militare nei due anni di leva.

    Caro Andrea complimenti per la tua opera che io ritengo MAGNA e sprattutto per il ricordo di tutti coloro che hanno sacrificato la loro giovane vita per la LIBERTA’ di cui noi ne usufruiamo.

    Ciao un Abbraccio

    Cap. Sup.Macch. Med.Oro Lunga Nav. Maestro del Lavoro

    Mario Liotta

  10. giovanni ha detto:

    libro avvincente anche chi sa poco o molto poco di corazzate …. scende dal Roma come marinaio adottato!!!

  11. Tom, London ha detto:

    Perfect book of an amazing history!

  12. Gabriella ha detto:

    Sono figlia di un marinaio che per sua fortuna sbarcò dalla corazzata Roma un mese prima del bombardamento, ricordo i sui racconti che ascoltavo affascinata. Non potevo non leggere questo libro molto ben scritto, pagina dopo pagina sentivo mio papà (che purtroppo è mancato) accanto a me. Grazie Andrea per avermene dato la possibilità. Spesso mi sono domandata se fosse amico del protagonista……………. credo che non lo saprò mai. I migliori complimenti.

  13. Anonimo ha detto:

    Bravo Andrea, sto rileggendo il libro che suggerirò ai miei numerosi allievi della Scuola Sottufficiali M.M. di La Maddalena. Ho utilizzato alcuni spunti per la mia ultima conferenza tenutasi a bordo di nave Margottini in occasione della commemorazione del 9 settembre. L’impegno è stato ripagato dall’attenzione dei presenti e dall’affetto dimostratomi dai familiari dei reduci e dei caduti.
    Il lavoro si è concluso con la lettura di una poesia di Tuo nonno Italo e con le immagini di Angelo Freschi, che prima di partire per “l’ultimo viaggio”, ha chiesto a propri cari di disperdere le ceneri sul luogo dell’affondamento del Roma…… per ritornare ” a bordo” con i suoi compagni.
    Marco Annunziata

  14. grace deagazio ha detto:

    As all Americans have experienced a great lost after 9/11 we have engraved in our hearts NEVER FORGET, The lives of many were lost on this ship (along with my grandfather and many American ancestors ) This book is for all the lives of these young men and the thousands of families , wives, children , grandchildren and today great grandchildren that followed ….. NEVER FORGET
    – NON DIMENTICARE
    This book should be pubblished in the United States, There are many immigrants that could be decendants that are still alive and would appreciate this book.
    I meet Andrea in the occasion of the Anniversary Ceremony in Viareggio and destiny that both our grandfathers were on this ship and that we meet with the passion to keep the memory alive of these young sailors, passing on to our next generation the stories that have been told to us . My grandmother today 94 still living has a vivid memory of the exact happenings of the Roma, Who knows how many other amazing stories from the Roma to be heard.
    Thanks Andrea keep up the good work you’ve got an amazing talent.

  15. Anna Maria Fantecchi ha detto:

    Non ho ancora letto il libro, e mi sono promessa di acquistarlo quanto prima.
    Conosco la storia della Corazzata Roma dove mio cognato ha perso la vita.
    Ero bambina ma ricordo che mia sorella Margherita Fantecchi raccontava, e racconta ancora oggi. testimonianze della tragedia.
    Andrea Amici, ti ho incontrato e ti seguo in ogni tua ricerca. Grazie per il dono che fai in memoria dei caduti e dei parenti che ancora oggi piangono i loro morti!
    Ciao Andrea Amici e buon lavoro.

  16. Anonimo ha detto:

    Il LIBRO per antonomasia dedicato al Roma! Anche se lo avevo già letto, stupendo.

  17. Maria Fiorenza Verde ha detto:

    Il libro di Andrea Amici è di alto valore storico, arricchito da un intenso contenuto umano.
    Nella complessità della vicenda narrata, anche con la partecipazione emotiva dello scrittore, emergono metodo e rigore di documentazione; queste caratteristiche fanno del testo un prezioso contributo all’analisi di quell’evento. L’autore, con sapiente capacità, ha raccolto le testimonianze che aiutano, sia gli storici sia le persone semplici, a comprendere gli avvenimenti del 9 settembre del 1943, quando la corazzata Roma, fiore all’occhiello della Regia Marina Italiana, fu affondata. Le testimonianze dei protagonisti superstiti ci portano subito nella drammaticità della storia stessa. Mi ha commossa incontrare in quelle pagine e tra quegli uomini mio cugino Domenico Mandirola, che sopravvisse alla tragedia, e quella storia mi sembra ancora vicina, così come vive nel ricordo della moglie e del figlio. “Una tragedia italiana” è un libro che, per la sua umanità, resta nella sequenza dei ricordi di una guerra non voluta, come quelli che leggiamo nei testi di Primo Levi e di Mario Rigoni Stern, sui quali riflettere e da consegnare ai giovani per un costruttivo messaggio di pace.
    Maria Fiorenza Verde

  18. Un libro che mi è piaciuto assai. Prossimamente saprete cosa ne penso su L’Indro

  19. Alessio Pizzo ha detto:

    Carissimo Andrea leggendo il tuo libro mi si apre il cuore, ho ancora vivi i ricordi di zio Italo che con amore mi raccontava le sue avventure passate sulla Corazzata. Questa tua testimonianza sembra una fusione tra presente e passato, scritta nei minimi particolari, come se il lettore dovesse essere sulla Roma. Grazie infinitamente di aver redatto questa bellissima opera a nome di tutti gli italiani che hanno combattuto per la nostra libertà.

  20. Davide ha detto:

    Caro Andrea complimenti ; quando penso a tuo nonno …… Alla sua avventura ….. Mi viene in mente che devo volere un sacco di bene al mio di nonno che di anni ne fa 95 .
    Importantissimo ricordare il passato ; e tu lo hai fatto al meglio con una storia reale e toccante ; quanti ricordi Andrea …….. Quel giorno che ti ho passato la bandiera della Regione Veneto nelle tue mani .
    Non fermarti ….. Un tuo caro amico .

  21. maurizio ha detto:

    Come parente di un superstite del ROMA, ho avuto il piacere di conoscere Andrea Amici e l’Associazione Regia Nave Roma. Quando ho cominciato a leggere “Una tragedia italiana”, la mia curiosità era come quella di un bambino e mai come in nessun altro libro mi sono sentito coinvolto così emotivamente. La storia straordinaria di quattro amici che miracolosamente si reincontrano dopo una tragedia simile ma anche purtroppo quelli che non possono dire altrettanto,e poi il soggiorno forzato in Spagna, il ritorno a casa tra mille, insidie nessuna certezza e una sporca guerra civile. Per un momento mi sono sentito a bordo con questi Eroi e a loro va tutto il mio rispetto. Ogni volta che guardo quel libro mi emoziono e penso a tute quelle anime……grazie per l’opportunità.

  22. limpetvideo ha detto:

    Ho letto molti libri sulla RN Roma e tutti con interesse, ma le emozioni che mi ha suscitato il libro di Andrea sono uniche. Sin dalle prime pagine ci si sente catapultati in quel contesto, nei panni di un giovane che viene “teletrasportato” in una realtà che non è la sua e ci si immedesima col suo stato d’ animo.
    Grazie ad Andrea per aver condiviso con noi tutti i ricordi di suo nonno!
    Marco Solari

  23. Marco Riolfo ha detto:

    Un libro singolare quanto necessario – si direbbe – questo del giovane Andrea Amici, in parte saggio storico ‘romanzato’, in parte romanzo storico di apparente stampo ‘realista’… La contaminazione, nel caso specifico, da’ buoni frutti ed esalta – in qualche modo – le diverse e potenziali attitudini di approccio al tema trattato: l’incredibile quanto tragicamente vero affondamento della corazzata ‘Roma’, avvenuto beffardamente giusto all’indomani dell’Armistizio con gli Alleati. Già, saggio storico romanzato…: ed in realtà tutta la pur appassionata narrazione che Amici sviluppa, offre invero puntuale riscontro dell’enorme lavorio di ricerca svolto dall’Autore sul tema (si legga con quanta cura e partecipata curiosità Amici ci guida all’interno della nave…). E poi romanzo storico realista…: ma sarebbe paradossalmente riduttivo considerare questo libro una ‘semplice’ opera di fantasia giacche’ l’Autore, con notevole talento mimetico, quasi si sovrappone in toto alle privatissime vicende di questi giovani marinai che si ritrovano, loro malgrado, a vivere un pezzo di Storia che troncherà, per i più, la loro… Dunque la drammaticità tangibilissima del racconto dei naufraghi catapultati in acqua dalle esplosioni che inabissano la ‘Roma’, e’ tutto fuorché invenzione: sono le parole semplici e terribili che il Nonno dell’Autore, imbarcato prima e superstite poi, racconta al nipote… Insomma, un libro che parla di Guerra e Storia ma racconta di Uomini e Fraternità, nonostante tutto…: da leggere, senz’altro.

  24. Roberta ha detto:

    Ho letto il libro di Andrea con attenzione ed emozione e sin dalle prime pagine ci si sente coinvolti nell’atmosfera di quei giorni e anni terribili per l’Italia come se il lettore fosse naturalmente trasportato indietro negli anni. La storia vera e tragica della corazzata Roma sono narrati dall’autore con particolari minuziosi e dettagli tecnici ma anche con storie impensabili per noi che viviamo questi anni. Tramite il nonno di Andrea il lettore si ritrova a bordo come uno dei marinai che hanno vissuto e sofferto per tutta la vicenda e a cui deve andare tutto il nostro riconoscimento per l’Italia che faticosamente si è rialzata. L’argomento è poi quanto mai attuale vista la notizia di pochissimi giorni fa circa il ritrovamento di un troncone del relitto della Corazzata sui fondali al largo dell’Asinara a cui speriamo ci sia la risononanza che è dovuta a coloro che morirono il 9 settembre e che a mio per troppo tempo sono stati dimenticati.

  25. giovanni pesce ha detto:

    Mi interesso alla storia recente ed interessandomi alle vicende della R.N Roma ho letto in un baleno il libro di Andrea Amici. Non ho trovato quello che desideravo ovvero rilevazione di fatti che stanno dietro la storia e la influenzano di nascosto, argomenti sui quali mi sono specializzato.
    Invece ho trovato un caldo racconto di vicende di marinai che tutti insieme dividono un unico destino su un’unica nave, che era la più nuova, la più bella, la più desiderata di tutto il Mediterraneo.
    Dalla fine della lettura mi interesso anche delle vicende umane di militari che hanno dovuto affrontare, a causa di conflitti, dei momenti terribili con delle decisioni “impossibili” da prendere.
    Non do’ più giudizi di merito sull’operato degli uomini in momenti difficili, apprezzo solo la loro forza d’animo di decidere anche quando tutte le avversità del mondo hanno puntato il tiro su di loro.
    La storia passa, le tecniche invecchiano, ma un’uomo resta un’uomo e a Lui deve essere rivolto il nostro rispetto.

  26. Enrica C. ha detto:

    Non ho ancora letto il libro (e il caro Andrea me la farà scontare), ma ho un papà Ammiraglio e da sempre ascolto bellissime storie di vita! Sono andata alla presentazione dell’autore a Sanremo e mi sono sono sentita letteralmente rapire dal fascino del racconto di Andrea: un’emozione unica, che spero di rinnovare presto con la lettura! Bravo Andrea, davvero complimenti!

  27. Federico Moro ha detto:

    Un bellissimo libro, un autore capace di trasmettere l’emozione del momento quando ne parla, una vicenda che ancora oggi merita di essere conosciuta e studiata perchè “l’uso pratico della Storia consiste nel proiettare il fim del passato sullo schermo del futuro” (B.H. Liddell Hart), allo scopo di evitare, se possibile, di ripetere gli errori e uno spaccato d’Italia prezioso per capire chi siamo… complimenti davvero ad Andrea

  28. Riccardo Sassòli ha detto:

    Il libro racchiude in se una quantità di emozioni come in pochi casi accade. E’ una occasione unica per “ascoltare” una storia drammatica e affascinante raccontata “dal basso”. Da chi cioè gli ordini li riceve; tante volte abbiamo letto libri in cui le strategie , le decisioni difficili, e a volte anche le tragedie ci venivano descritte dai Comandanti. In questo caso sono uomini semplici, veri, sinceri. Un Ragazzo che si è trovato a vivere una esperienza capace di imprimergli un segno indelebile e che fino agli ultimi momenti di vita lo accompagnerà. Il finale stupisce come in un giallo, affascina come in una avventura, commuove come in un dramma…
    Ancora una volta la realtà supera qualsiasi fantasia.
    Il libro è anche una finestra obbiettiva, aperta sulla partecipazione dell’italia ad una guerra troppe volte raccontata solo da una parte. E’ infine un tributo alla nostra grande cantieristica navale il cui tramonto purtroppo è stato segnato dalla partecipazione al conflitto.
    Complimenti davvero all’autore!!

  29. Viviana ha detto:

    Ho aspettato anche troppo tempo per leggere questo libro, che poi ho divorato nel giro di pochi giorni. Affascinante la parte più tecnica – per deformazione professionale l’ho apprezzata particolarmente – e molto toccante la descrizione di questa triste avventura. Non vedo l’ora di vedere il film!!! 🙂 Incredibile pensare a quanta memoria storica l’autore abbia raccolto per riuscire a produrre una raccolta così dettagliata di ricordi reali e di esperienze vissute. Congratulazioni a questo neoscrittore, speriamo di poter continuare a leggere libri di qualità come questo.

  30. Marco AGLIETTI ha detto:

    Veramente un buon libro….la facilità con cui viene spiegato il ritmo di vita a bordo di una nave militare, porta il lettore a vivere insieme all’equipaggio della Roma….le amicizie che si creano, i servizi svolti, i locali dove si lavorava e ci si ritrovava a fine turno. Questo è quello che è successo a me, dove per buona parte della lettura ho potuto essere a fianco di mio zio… con orgoglio e commozione.
    Andrea Amici racconta e tramanda, quello che un marinaio sente nel proprio “io” e quello che fa da collante tra chi solca i mari…l’appartenenza alla nave e l’amicizia tra colleghi ….che non si spegne mai…anche a distanza di tanti anni.
    Marco AGLIETTI

  31. graziella morello ha detto:

    Leggendo il libro l’interesse e la commozione non si spengono mai. Pur essendo il resoconto di molte voci e testimonianze vecchie di 68 anni, la passione dell’autore fa da amalgama e dà vita. Il racconto non è mai noioso ed è anzi pieno di fatti storici e cognizioni marinare, ma anche di emozioni realmente vissute ed emotivamente tramandate. Attraverso il racconto di Andrea Amici sembra di rivivere l’epoca: l’amor di patria com’era percepito allora (quei poveri marinai che gridavano Viva il Re vedendo affondare la nave!), l’orgoglio italiano di non voler uscire dalla guerra sconfitti, il dolore dei parenti per tutte quelle giovani vite spezzate, la dolorosa attesa e le ‘escamotages’ della signora Ida che è tutte le mamme di figli in guerra.
    Attraverso un’apparente serenità di esposizione dei fatti Andrea arriva a suggerire che la tragedia sia avvenuta solamente a causa dell’indifferenza e dell’ottusità delle autorità “competenti” e che la corazzata Roma, costruita con orgoglio e sapienza tecnica nella convinzione che niente e nessuno l’avrebbe potuta distruggere, sia il simbolo del disinganno dell’orgoglio umano e dell’inutilità della guerra che non risolve mai gli odi e le divergenze tra i popoli.
    Graziella Morello

  32. L’ho comprato due giorni prima di imbarcarmi per andare in ferie in crociera, non volevo perdermelo! Nelle librerie della mia regione (Trentino Alto Adige) non sono molto comuni i libri di navi, e quindi per evitare di non trovarlo al mio ritorno, appena l’ho visto l’ho acquistato.
    Non l’ho portato però con me. Sapevo già che non si trattava di un romanzo di avventura, rilassante e divertente, di quelli ideali per una settimana di ferie.
    No, qui si parla di storia, di vicende reali, di vite umane e fatti vissuti, e, purtroppo, di una tragedia realmente accaduta.
    La lettura scorre bene, scivola proprio come una nave che solca i mari e fende le onde nel suo procedere, non ci si arena, perché invita a proseguire (tanti libri li leggo facendo veramente fatica ad arrivare al capitolo successivo). E’ un bel libro, scritto bene.
    Ad un certo punto ho avuto difficoltà a procedere a causa di alcune scene, così drammatiche e talmente descritte bene, che mi hanno fatto rabbrividire. Appariva chiaramente tutta la tragicità del momento. Complimenti all’autore! Nonostante questo, che appunto non è una critica, ma un giudizio positivo del libro, perché era un “vedere” perfettamente la scena, ho proseguito nella lettura e sono arrivata ben presto in fondo.
    Ho trovato interessante la descrizione della nave, molto dettagliata, dell’equipaggio e della vita di bordo. Bel lavoro!
    Libro consigliato, e lo suggerisco anche a chi non è appassionato di navi o di storia.
    Ancora complimenti all’autore!

    Roberta

  33. Fulvio ha detto:

    Un libro che mi ha affascinato e soprattutto commosso. Nel racconto di quei giorni ho ritrovato la semplicità degli uomini, cosa sempre più difficile da trovare ai giorni nostri.
    Fulvio

  34. Riccardo ha detto:

    Egregio Sig. Amici, Ho terminato la lettura del suo libro, complimenti una storia reale ben riportata e molto toccante. Sono anchio un ex marinaio di leva. Molto interessante i particolari di vita di bordo e le amicizie nate sulla nave, sicuramente la corazzata Roma era una nave solida e ben costruita, ma sicuramente i tedeschi conoscevano bene i punti di debolezza della nave, poi come al solita 30 anni di fascismo avevano falsato la reale verità sull’efficenza dei mezzi a nostra disposizione.

    Distinti saluti
    Riccardo

  35. madcat ha detto:

    Ho recentemente assistito a un’emozionante presentazione al pubblico dell’Autore. Storia affascinante; personaggi d’altri tempi; atmosfere perdute; lacrime e gioie; navi; mare; donne… Un libro completo, veramente bello. Anzi bellissimo!
    E perché no, affascinante anche l’Autore;)

  36. barbara ha detto:

    Una storia di vita toccante e garbata. Pone risalto sul lato umano della vicenda ma non trascura l’aspetto storico e marinaresco. Il racconto attraverso gli occhi dei sopravvissuti rende giustizia ad un episodio tragico che è costato così tanto sacrificio umano. Assolutamente da leggere per gli appassionati del periodo storico ma anche per apprezzare uno stile di scrittura denso di liguritudine. Grande Amici !

  37. ALBERTO ha detto:

    Sono un appassionato di storia e specialmente di marina sono nato a 50mt dal mare che è stato sempre la mia più grande passione nato a Trapani dove ho vissuto per 40anni sono dovuto emigrare a Belluno in mezzo alle montagne per lavoro ma non voglio annoiarvi raccontandovi la mia vita privata sto leggendo il suo libro non sono arrivato neanche a metà perchè leggendolo so che mi sentirei male mi sentirei male perchè ero S.G.T.elettricista imbarcato sull’incrociatore VITTORIO-VENETO la vita di bordo rispecchia perfettamente il suo libro le cose a bordo non sono poi cambiate cosi’ tanto sono passati tanti anni dal 43 cambiano le navi cambia la tecnologia ma i marinai restano fedeli alle loro navi e all’unità d’italia.Onore e rispetto alla nave ROMA e ai suoi marinai VIVA LA MARINA.

  38. Massimo Gentili ha detto:

    Caro Andrea,
    ho letto il tuo libro tutto d’un fiato, e con grande emozione ho per cosi’ dire ripercorso i momenti che mio padre, Evaldo Gentili classe 1923, elettricista di bordo sulla Roma ha vissuto in quei tragici eventi. Mio padre era uno dei fortunati superstiti della tragedia della Roma. Un sincero grazie per avermi dato la possibilità di sapere di piu’ di quanto accadde; mio padre non volle mai parlare a nessuno di quella tragedia.

  39. paolo ha detto:

    ho letto la storia,ma volevo far sapere che mio padre stva anche lui su la roma e ancora adesso ricorda tutto,lui è l’unico superstite ancora in vita(grazie a dio)classe 1923

  40. Sergio ha detto:

    Ho partecipato alla presentazione del suo libro alla Spezia. Sarei contento di mandarle la foto di mio padre; uno dei superstiti portati in Spagna. La prego contattarmi
    Grazie in anticipo !

  41. Tosca Pagliari ha detto:

    L’ho già ordinato in libreria, spero di leggerlo presto. Questa storia mi affascina per diversi motivi.
    Tosca Pagliari

  42. Gianluca Mirto ha detto:

    La documentazione raccolta, l’accuratezza dei particolari tecnici, la descrizione dei eventi storici, l’iconografia allegata, rendono questo libro uno dei piu’ interessati testi di studio scientifico sulle tragiche sorti degli uomini della Corazzata Roma e della loro Nave. Un raro esempio di come una storia tragica puo’ essere descritta con “leggerezza”, accompagnando il lettore a bordo della ROMA.
    Amici mantiene in ogni descrizione un ineccepibile rigore storico, tecnico e scientifico.
    Traspare durante la lettura la profonda conoscenza dell’autore sul tema della corazzata nonchè il suo profondo rispetto per i marinai caduti e sopravvissuti e per gli eventi a loro legati.

    Gianluca Mirto

  43. emilio ha detto:

    sei un grande Andrea, ringraziarti è ancora poco per l’impegno che hai profuso per mantenere alta la Memoria di quei drammatici giorni e di sottolineare lo spirito di corpo, l’amicizia e la fratellanza a monito dell’egoismo del brutto vivere attuale, ormai privo di valori e morale. Ti ringrazio anche a nome di mio Padre Alfio Chitotti Marinaio di quell’Italia povera ma coraggiosa di cui anche Lui prese parte attiva nel 1941 a Taranto, augurandomi che possa in questo momento incontrare e parlare col tuo glorioso Nonno dall’alto del Paradiso che veri e simili Uomini meritano.
    Emilio Chitotti

  44. lalla62 ha detto:

    Leggendo il libro , devo dire che sino dalle prime pagine mi ha rapito. L’autore è stato bravissimo a integrare la parte storica, la parte tecnica con il dettaglio della nave e il racconto dell’accaduto in modo romanzato seppure di una storia tragicamente vera. Mi ha strappato anche qualche lacrima. E’ proprio un ottimo lavoro!

  45. Claudia ha detto:

    Ho letto questo libro con molto interesse. L’Autore è riuscito a descrivere in modo assulatamente unico la storia dell’imponente corazzata con le emozionanti sensazioni vissute dai suoi marinai. E’ veramente un capolavoro! Complimenti!!!!

  46. Sara ha detto:

    Bellissimo capolavoro. Mi ha colpito molto la storia di questa corazzata che mi ha lasciato dentro sensazioni particolari. Un ringraziamento speciale all’autore. Bravo e… continua così.

  47. clarissa72 ha detto:

    Scambiando informazioni con un collega riguardo libri ” interessanti ” mi è stato consigliato l’ ultimo libro del giovane autore Amici. Sentendone la trama ero perplessa circa i miei gusti che non digeriscono i testi storici ma mi sono lasciata convincere e non me ne sono affatto pentita. La traccia storica è indubbiamente presente ma ho vissuto emozioni ” pure ” , molto romantiche. Sicuramente è un gran bel romanzo da cui vi è molto da imparare sia nel dettaglio tecnico marittimo militare che nel tramontato senso di amicizia e fratellanza. Generosa idea del nipote che ripercorre la vita del nonno proponendolo come il protagonista. Da leggere!

  48. Michele ha detto:

    Finalmente un libro “diverso” sul lungamente dibattuto e controverso fatto. Un punto di vista “dal basso” che oltre a ricordare, doverosamente, i tanti, troppi, Ragazzi non tornati alle loro Famiglie, racconta l’avvenimento con gli occhi di un protagonosta. Una pubblicazione che apre l’orizzonte anche al “dopo” il tragico fatto e fa luce su cosa accadde dopo e sul quale si è sempre taciuto. In ultima analisi un libro che si legge tutto d’un fiato che aiuta ricordare e riflettere. Grazie ad Andrea e la suo Grande Nonno. Michele

  49. Arturo Cannavacciuolo ha detto:

    Attraverso la lettura di questo libro appassionante,ho rivissuto la vita di mio padre a bordo della Roma ,e se ce ne era bisogno ,la riconferma dei suoi ricordi sia belli che tragici,dal giorno del suo imbarco,al tuffo in un mare di nafta,al salvataggio del ct Carabiniere,al suo internamento in Spagna e il ritorno a casa.Grazie Andrea e grazie soprattutto a quei “givani”marinai che attraverso i loro ricordi ci hanno fatto rivivere quelle emozioni. Arturo Cannavacciuolo

  50. Roberto ha detto:

    Ho letto questo libro con grande attenzione. E’ incredibile come l’Autore sia riuscito a fondere una discrezione così minuziosa dell’immensa corazzata con le emozioni vissute dai giovani marinai, oggi quasi novantenni. Si tratta senza dubbio di un capolavoro!

  51. Mario ha detto:

    il libro di Andrea Amici è una testimonianza vera raccontata con la leggerezza di un racconto di fantasia. Il lettore, arruolato come un marinaio, viene condotto a bordo dove si muove come un membro dell’equipaggio vivendo da vicino le storie dei suoi compagni che in quegli anni furono protagonisti di quella terribile tragedia.
    Un libro testimonianza che diventa “sapienza” per le future generazioni. Un grande

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